Gli scioperi della fame in Irlanda del Nord del 1980/81

Antefatto

L’Irlanda del Nord è un luogo divenuto tristemente famoso. Chi ha più di 30 anni ricorderà le innumerevoli news relative al conflitto che ha insanguinato il paese per più di tre decenni.
Questa piccola fetta d’Irlanda non è mai stata pacifica a causa della difficile convivenza tra repubblicani (in maggioranza cattolici) e lealisti (quasi sempre protestanti).
Fino al 1916 l’intera Irlanda fa parte del Regno Unito. Da quella data, quando il governo inglese concede alla terra verde l’indipendenza.Fuori  dall’accordo rimangono sei contee:  Antrim, Armagh, Down, Fermanagh, Londonderry e Tyrone. In questi luoghi la maggior parte della popolazione è, per cultura e religione, legata all’Inghlterra. I diritti della popolazione repubblicana vengono letteralmente messi da parte.
L’Irlanda del Nord si trova così perennemente contesa tra due popoli, convinti entrambi di essere i soli ad avere il diritto di abitarla. La situazione rimane in stallo per diversi anni, fino a che una serie di eventi politici e sociali, lasciano che scoppi il conflitto.
Dal 1969 al 1998, l’Irlanda del Nord vive i Troubles, come viene chiamato il periodo della guerra civile.

http://www.vintag.es/

Gli scioperi della fame

 In Irlanda del Nord, in quegli anni, basta poco per finire in prigione. Essere cattolico è già una colpa. Essere un attivista politico è ragione più che sufficiente per trovarsi con una condanna decennale.
I militanti dell’IRA e di altre organizzazioni dello stesso tipo (Official IRA, INLA) godono dello status di prigionieri politici.
Dal 1976 non esiste più questa denominazione. Significa che i prigionieri repubblicani recedono al rango di  criminali comune.  Significa non avere più quei diritti essenziali come indossare i propri abiti o potersi liberamente riunire con gli altri detenuti.
Nello stesso 1976, quando Margareth Thatcher decide di rimuovere lo status di prigioniero politico, è Ciaran Nugent il primo ad opporsi all’obbligo di indossare l’uniforme carceraria e ad usare come abbigliamento una semplice coperta. E’ da li che inizia la blanket protest, che poi diviene anche no wash protest, per opporsi alle brutalità dei secondini, che picchiano i detenuti quando si recano alle latrine e alle docce.

I detenuti vivono in condizioni pietose, in celle umide e buie, con poco cibo e acqua. Gli escrementi rimangono nei buglioli. Questi non vengono svuotati, se non di rado (e spesso sui pavimenti stessi). Le feci sono spalmate sui muri per farle seccare e renderne meno disgustoso l’odore.


Nel 1980 la situazione è ormai disperata, con centinaia di cattolici nord irlandesi che vivono in condizioni atroci.

I portavoce dei detenuti chiedono al primo ministro inglese le famose Five Demands:

1) Il diritto di indossare i propri abiti e non la divisa carceraria.
2) Il diritto di non svolgere il lavoro in carcere.
3) Il diritto di libera associazione con gli altri detenuti.
4) Il diritto di avere reintegrata la remissione di metà della pena.
5) Il diritto di avere attività ricreative e ricevere pacchi da casa.

www.http://irishstudies.sunygeneseoenglish.org

Per farsi ascoltare, il 27 ottobre 1980, sette detenuti del carcere di Long Kesh, iniziano uno sciopero della fame. Ben presto si aggiungono altri trenta detenuti e tre delle donne incarcerate ad Armagh (la prigione che raccoglie le volontarie repubblicane).

www.bobbysandstribute.weebly.com

Sembra che il governo inglese voglia ascoltarli e il 18 dicembre lo sciopero viene sospeso. Dopo le vacanze natalizie però,  ci si rende conto che nessuna delle cinque richieste verrà accettata. Il governo ha semplicemente cercato di prendere tempo.

Il 1 marzo 1981 inizia così il secondo sciopero della fame.
Tra i detenuti di Long Kesh circola da giorni un elenco nel quale si iscrive chi è disponibile al digiuno.
Bobby Sands, già Office Commanding dei detenuti dell’IRA è il primo. A lui si aggiungono via via altri detenuti, mentre il governo inglese decide di ignorare comunque le richieste.
La linea non cambia, anche quando Bobby Sands e i suoi compagni vengono candidati a varie elezioni del periodo . Quella di candidare i detenuti politici è una strategia politica mirata a ledere l’immagine del governo. Sarebbe improponibile lasciar morire chi è stato eletto, magari proprio al parlamento.

E’ un braccio di ferro tra l’IRA, gli intermediari del Sinn Fein e il governo inglese, che si conclude con la morte di dieci dei giovani che hanno iniziato lo sciopero e che passeranno alla storia come gli hunger striker del 1981.

 

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