Maria Sofia di Borbone, l’ultima regina delle Due Sicilie

 

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Maria Sofia di Wittelsbach nasce il quattro ottobre 1841 a Possenhofen, amata dimora di campagna della famiglia. Il padre è lo sventato duca Max in Baviera e la madre la principessa Ludovica, figlia del re di Baviera.
L’infanzia di Maria Sofia è felice e spensierata, in compagnia di un padre allegro e della serissima Ludovica, che ha grandi aspirazioni per le proprie figlie. Convinta che debbano tutte contrarre matrimoni vantaggiosi, lavora duramente per educarle come si conviene.
La primogenita Elena non soddisfa le aspettative della madre. Sfumato l’imperatore d’Austria, sposa il principe di Thurn und Taxis. Non è membro di una famiglia reale ma è ricchissimo e salva la sventurata fanciulla (già ventiduenne) da un’infamante vita da zitella.
A impalmare il bel Francesco Giuseppe d’Asburgo ci pensa la secondogenita Elisabetta. Il matrimonio sarà lungo e infelice ma, poco importa a Ludovica, che ha comunque raggiunto il suo scopo.mariasofia2
Con una figlia già imperatrice, l’ambizione di una madre non conosce limiti. Collocata Elisabetta, adesso è il turno di Maria Sofia.
La ragazza è molto bella, quanto le sue celebri sorelle, con i suoi grandi occhi azzurri e un portamento elegante. E’ anche molto intelligente e abile cavallerizza ma ha anche una pericolosa tendenza alla melanconia, comune alle sorelle e tipica della famiglia Wittelsbach.
A sedici anni Ludovica le trova un ottimo partito, perchè se Sissi è imperatrice, Maria Sofia non può essere meno di una regina. Futuro re è, infatti, il fidanzato, figlio del re Ferdinando II di Borbone.
Il promesso sposo è giovane, molto religioso e succube della matrigna Maria Teresa d’Asburgo. Non ha mai visto Maria Sofia se non in ritratto ma, si sa, all’epoca i matrimoni reali funzionavano in questo modo.
Francesco pur considerato poco brillante, è comunque un giovane intelligente, anche se molto timido e per lui, futuro re, si sono ipotizzate diverse candidate. Prima è pensato a Maria Clotilde di Savoia (che poi sposa Napoleone Gerolamo Bonaparte, detto Plon Plon dai suoi detrattori) e poi a Carlotta di Coburgo, l’intraprendente principessa belga che diverrà imperatrice del Messico e finirà folle a soli ventisei anni.
Maria Sofia ha l’età giusta, è cattolica e sopratutto cognata dell’imperatore d’Austria. Quale migliore occasione per stringere un vantaggioso accordo politico?mariasofia3
Il matrimonio per procura si celebra l’otto gennaio a Monaco. Successivamente Maria Sofia parte per Vienna da dove raggiungerà Trieste. Ad accompagnarla il fratello Luigi, alcune dame e Nina Rizzo, cameriera napoletana.
Il viaggio sulla nave Fulminante la conduce verso la nuova terra e il tre febbraio 1849 Maria Sofia è a Bari, dove finalmente incontra lo sposo e dove avviene il vero matrimonio. Il re Ferdinando II, nel frattempo, si è gravemente ammalato della malattia che lo condurrà alla morte pochi mesi dopo.
Francesco di Borbone non è quel che si può definire un principe azzurro ma non è neanche quell’ inetto che molta letteratura storica dipinge.
E’ un giovane serio, religioso e che non ha nessuna esperienza di donne. Una moglie bella come Maria Sofia lo terrorizza  e così la prima notte di nozze è piuttosto traumatica. La sposa triste, lo sposo raccolto in preghiera. Secondo un’altra versione, i due avrebbero trascorso l’intera notte ridendo per le buffe imitazioni di Francesco. Quel che è certo che il matrimonio è consumato solo qualche settimana dopo.
Maria Sofia è benvoluta dal re Ferdinando con cui condivide la passione per i cavalli. Lega molto anche con i cognati, fratellastri di Francesco. Incerto il rapporto con la suocera, donna buona e religiosa ma che in ogni modo vuole favorire i propri figlie e che mira a mettere sul trono il figlio Luigi, conte di Trani.mariasofia7
La giovane bavarese ha appena il tempo di iniziare a conoscere i futuri sudditi, quando il ventidue maggio 1859, una catastrofe si abbatte sul regno. Re Ferdinando II muore, lasciando al figlio e alla nuora una pesante eredità.

L’eroina di Gaeta

Re Ferdinando è morto e Francesco e Maria Sofia salgono al trono. Incerti, ancora giovani e forse mal consigliati, si trovano coinvolti in una guerra decisa già dall’alto.
Il trono delle Due Sicilie è nelle mire dei Savoia  che sostengono bisogni unificare l’Italia. La conquista è affidata a un avventuriero biondo e dalla romantica fama che agisce per il governo piemontese e che finirà i suoi giorni su un’isoletta sperduta.
Per Francesco e Maria Sofia c’è poco da fare. Ritiratisi con la corte nella fortezza di Gaeta, non possono fare altro che vede il regno capitolare. Maria Sofia incita i soldati e sopratutto il marito a non rinunciare. Rimane sugli spalti  a guardare la battaglia, incurante del pericolo, invia aiuti alle truppe ma è tutto vano.
Il regno delle Due Sicilie capitola e, nella notte tra il 13 e il 14 febbraio 1861, i sovrani e la corte lasciano il ritiro per imbarcarsi sulla corvetta francese Mouette.
Destinazione dell’esilio è Roma, dove gli esuli vengono ricevuti con tutti gli onori e alloggiati al Quirinale, negli appartamenti del papa.
I giorni di Roma sono noiosi e spiacevoli. Contro i Borbone è in atto una dura campagna denigratoria che si accanisce sopratutto contro l’ex regina, colpevole di ricordare ai vincitori il proprio eroismo sugli spalti di Gaeta.
Il Comitato filosabaudo di Roma si spinge sino ad ordire una grottesca congiura ai danni dell’ex regina, facendo circolare un fotomontaggio che ritrae una donna nuda col volto di Maria Sofia.
Stanca di una situazione ormai insostenibile, la giovane si dedica a lunghi soggiorni all’estero, sopratutto in Baviera presso la famiglia. Viaggia insieme alla sorella Matilde, sposa del conte di Trani, fratellastro di Francesco.
mariasofia6Secondo quanto riportato dagli storici, a quest’epoca risale la relazione extraconiugale di Maria Sofia con il capitano De Lawayss, un ufficiale belga della guardia pontificia. Il viaggio in Baviera sarebbe dovuto a una gravidanza da nascondere.
Il biografo Angelo Mangone in Maria Sofia, nega decisamente che vi sia stata alcuna relazione e quindi tantomeno una gravidanza. Arrigo Petacco in La regina del Sud, afferma che in Baviera Maria Sofia abbia dato alla luce due gemelle, una delle quali affidata alla famiglia del padre. L’altra sarebbe addirittura stata adottata dal fratello della madre (il duca Carlo Teodoro in Baviera) e dichiarata come figlia propria. Se pure vi è stato un parto, la maggior parte dei biografi concordano sulla nascita di una sola figlia, morta poi in tenera età di tubercolosi.
La seconda parte della storia è puro parto della fantasia di Maria Larisch, contessa di Wallersee, personaggio alquanto squallido e controverso.  Nipote di Maria Sofia, la Larisch è caduta in disgrazia alla corte di Vienna dopo aver agito da mezzana per il cugino Rodolfo, figlio dell’imperatore Francesco Giuseppe.

Il 1863 è un anno pieno di dolori per i sovrani in esilio. Dal regno arrivano notizie di tumulti, dura repressione e di una folla di cittadini che chiede a gran voce il ritorno del suo re. Una repressione che ha già avuto nomi tristemente famosi come Pontelandolfo nel 1861.
Francesco invia denaro ai rivoltosi, anche facendosi truffare da avventurieri senza scrupoli che lo raggirano con la scusa di aiutarlo a riconquistare il regno.
Nel 1869 Maria Sofia rimane incinta e il 24 dicembre dello stesso anno nasce la prima e unica figlia della coppia, la principessa Maria Cristina. La gioia è breve, perchè la bambina muore pochi mesi dopo.
Distrutta dal dolore, la coppia abbandona Roma per sempre, viaggiando per alcuni anni. Nel 1873 i coniugi mettono radici a Parigi, dove vivono in semplicità e frequentando pochi amici, anche a causa delle condizioni economiche che non consentono lussi. La famiglia reale ha, infatti, perso la maggior parte dei propri beni e si accontenta di piccole rendite. I Savoia hanno proposto di restituire quanto è stato confiscato, purchè Francesco acconsenta a riconoscere il regno d’Italia, offerta che egli rifiuta sdegnato.

Gli ultimi anni

Gli anni seguenti sono funestati da molti lutti. Muore il conte di Trani, che si suicida dopo una lunga depressione dovuta al dolore dell’esilio. Nel 1888 muore il padre di Maria Sofia e nel 1888 muore l’arciduca Rodolfo, suicida a Mayerling con l’amante Maria Vetsera. Nel 1890 muore anche la madre di Maria Sofia e, nel 1894 si spegne Francesco, minato dal diabete.
I funerali si tengono il 3 gennaio 1895 nella cittadina di Arco, vicino Trento. La partecipazione è enorme e, a Napoli per le strade si sente gridare “Il re è morto, viva il Re!”.
Con l’eredità del marito Maria Sofia acquista un villino a Neully sur Seine e si dedica all’allevamento di cavalli.

Nel 1897 muore la sorella Sofia Carlotta, vittima del terribile incendio del Bazar de la Charitè a Parigi. L’anno dopo è la volta di Elisabetta, assassinata a Ginevra dall’anarchico italiano Luigi Lucheni.
Nel 1914, quando scoppia la prima guerra mondiale, Maria Sofia si trasferisce in Baviera dal fratello Carlo Teodoro. Sono lontani i tempi dei sontuosi palazzi della nobiltà. Entrambi vivono modestamente e senza sfarzo, mentre lo spettro della fame e della miseria aleggiano sulla società tedesca.
Pur in ristrettezze l’anziana signora, non esita però a cercare i prigionieri italiani nei campi di concentramento post Caporetto. Cerca sopratutto i “suoi napoletani”, ai quali porta tutti quei beni di conforto che riesce a racimolare. Cede persino i libri della sua biblioteca personale, mentre i giovani si chiedono chi sia quella strana signora tedesca che parla italiano con accento napoletano e che chiede incessantemente notizie dell’Italia.
Dopo la fine della guerra Maria Sofia riesce a far portare la salma del marito a Monaco. E’ qui che ella si spegne serenamente il 18 gennaio 1925, con il rimpianto di non aver mai più rivisto il suo regno.
I Savoia concedono il ritorno da Monaco della regina ma senza permettere la sepoltura a Napoli. Le spoglie lasciano la Germania nel 1938, fermandosi però a Roma. Solo nel 1984 il governo della Repubblica italiana ha permesso che la famiglia reale riposasse insieme ai propri avi. Le salme degli ultimi sovrani di Napoli sono attualmente tumulate nella basilica di S.Chiara a Napoli, insieme a quelle della figlia Maria Cristina.

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