Le compagne di Bobby Sands – Silvia Calamati

Le donne e la guerra in Irlanda del nord.

Silvia Calamati è la voce italiana più autorevole riguardo la questione del Nord Irlanda. Con un’esperienza trentennale, la giornalista ha vissuto e toccato con mano ciò che accade nell’Ulster, portando sulla scena internazionale tutto ciò che le fonti ufficiali hanno trascurato.
Le compagne di Bobby Sands è uno dei testi più toccanti curati dalla Calamati, che dona al lettore un saggio della situazione nord irlandese, vista attraverso gli occhi delle donne. Sono loro le compagne di Bobby Sands, come Mary Doyle, incarcerata nel carcere di Armagh e partecipante al primo hunger strike, quello del 1980. C’è Martina Anderson, anche lei detenuta e ci sono donne semplici, madri o mogli che si sono viste strappare i propri cari senza un perchè.
Da ognuno di questi racconti emerge la forza d’animo di chi ha deciso di combattere, in una terra che non ha ancora visto la pace, anche dopo gli accordi del Venerdì Santo del 1998.

le_compagne_di_bobby_sands_cover_Layout 1
Le storie sono venti, partendo dalla storia di Lily Fitzsimons e dalla sua scelta di lotta, proseguendo con il massacro di Ballymurphy a Belfast. Datato 9-11 agosto 1971, è raccontato da Briege Voyle, figlia di Joan Connolly, una delle vittime, che narra di come i soldati sparassero deliberatamente su civili inermi, ridendo come se si trattasse di un gioco.
Il saggio è così un lungo excursus di storie private che si intrecciano strettamente con quelle dei Troubles, passando per l’autorevole voce di Bernadette Sands, la sorella di Bobby Sands, e quella di Geraldine Finucane, moglie dell’avvocato Pat Finucane, ucciso nel 1989 da un gruppo paramilitare lealista. A queste voci, sicuramente più note, si uniscono quelle di donne che raccontano la fame e la povertà, come Marion McGilloway, abitante di Derry, il cui marito nel 1994 è disoccupato da diciassette anni o di Christine, una madre sola che sopravvive con un piccolissimo sussidio dello stato.
Storie recenti che narrano di una realtà grigia, dove alla disoccupazione e alla mancanza di alloggi per i cattolici, si unisce una vita nel costante terrore.  Arresti, pestaggi e omicidi settari sono all’ordine del giorno, come nel racconto di Bridget Coogan di Belfast, il cui figlio viene arrestato e sottoposto a un crudele interrogatorio nel centro di Castlereagh, dove gli viene estorta una confessione per qualcosa che non ha mai commesso.ballymurphy
Tema trattato è anche quello, controverso, dei proiettili di gomma e quelli di plastica, ufficialmente innocui ma usati dai soldati britannici in maniera impropria. Proibiti su suolo britannico, ma evidentemente accettabili per il nord Irlanda, hanno causato centinaia di feriti gravi e la morte di diciassette persone, otto dei quali bambini. Emma Groves, che a causa dei proiettili di gomma ha perso gli occhi, racconta la sua esperienza di attivista per la loro messa al bando in Occhi di vetro.
Recenti sono la storia di Maire Nic an Baird, arrestata per aver risposto in gaelico a un poliziotto e quella di Eilish Gibney una madre che ha combattuto perchè la figlia potesse imparare il gaelico, lingua proibita e osteggiata a lungo, ancora oggi malvista.
La storia di Eilish è l’ultima delle interviste della Calamati, datata 2011 e simbolo emblematico di una società che ancora vive una situazione di duro conflitto e che ha ancora un lungo cammino, prima della risoluzione.

Related posts

Leave a Comment