La morte dell’arciduchessa Matilde d’Asburgo-Teschen

Morire per un’innocente trasgressione

E’ il 1867 e, l’impero degli Asburgo vive la sua ultima stagione. Vienna è nel suo pieno rigoglio e Francesco Giuseppe siede saldo sul trono dei suoi avi. E’ sposato con la bellissima Elisabetta (Sissi) e il suo occhio vigila attento sui numerosi parenti. Ognuno di essi è un’importante pedina nel gioco dei troni (cit.), sopratutto le donne di famiglia. Sono molte le ragazze in età da marito per le quali si progettano matrimoni importanti ai fini dinastici. Una di queste fanciulle è Matilde, nata il venticinque gennaio 1849 e figlia dell’arciduca Alberto di Asburgo-Teschen e di Hildegard di Baviera.  
Matilde è nipote di re e imperatori, è bella ed elegante, colta (per quanto permettano i tempi) e possiede una ricchissima dote.
Nel 1867  la sorella Maria Teresa ha impalmato da due anni il duca Filippo delWürttemberg. Manca un matrimonio adeguato per la bella Matilde che, neanche diciottenne ha già ben chiaro il suo ruolo. Per qualche tempo ha nutrito una passione adolescenziale per il cugino Ludovico Salvatore di Asburgo-Toscana. Pur ricambiata, la giovane si rassegna a rinunciare, perchè per lei i piani sono ben più ambiziosi.
In quegli anni i rapporti con i Savoia sono molto tesi e niente meglio di un nuovo matrimonio potrebbe ricucire i rapporti tra le due case.
Matilde diviene così la promessa sposa di Umberto I, futuro re d’Italia  e figlio di  Maria Adelaide d’Austria.
Il destino è però beffardo e quelle nozze, così a lungo progettate e attese, non accadranno mai.
La giovane arciduchessa è una fanciulla ligia al dovere e molto obbediente. La sua unica trasgressione sono le sigarette, una moda portata alla corte di Vienna dall’imperatrice Elisabetta. Le dame fumano di nascosto, lontane da mariti e padri.
La sera del ventidue maggio 1867 Matilde si prepara per un ballo e, conversa dalla finestra con un cugino. Indossa già la pesante veste di gala e fuma una sigaretta. Quando sente la porta aprirsi, istintivamente la nasconde nelle pieghe dell’abito di leggera garza. In un attimo la fanciulla diviene una torcia umana, a causa dell’estrema infiammabilità degli abiti. Quando la famiglia riesce a spegnere le fiamme, Matilde è gravemente ustionata dal collo in giù. Morirà dopo due settimane di agonia, il sei giugno. Verrà sepolta nella Cripta dei Cappuccini insieme ai suoi avi.
Dopo la tragedia, Umberto I abbandona l’idea del matrimonio asburgico e sposa la cugina Margherita di Savoia-Aosta.

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