Il judo e le donne: la storia di Sarah Mayer

Siamo abituati a vedere ovunque palestre di arti marziali, anzi esse appartengono ormai alla quotidianità. Naturalmente non è sempre stato così. Agli inizi del Novecento, ad esempio, le arti marziali orientali erano ancora poco conosciute in Occidente, se non dai pochi viaggiatori che si avventuravano sino in Estremo Oriente.
E’ il 1918 quando a Londra apre il Budokwai, il primo dojo di judo in Europa. Suo fondatore è il maestro Gunji Koizumi (1885-1965), che inizia la sua attività con dodici allievi. Questi aumentano rapidamente e, cosa inusuale, tra di essi vi sono anche delle donne.

Gunji Koizumi

Tra queste pioniere c’è una giovane londinese, di nome Sarah Winifred Mayer (1896-1961). La ragazza ha ventiquattro anni ed è un’attrice e giornalista. Una figura sicuramente diversa rispetto alla tradizionale giovane di buona famiglia, dedita al matrimonio e a occupazioni di stampo femminile. 

Sarah Mayer

Dopo aver praticato con successo il judo presso il Budowkai e avervi ricoperto la carica di segretario della sezione femminile, la Mayer decide di conoscere la disciplina più a fondo e studiare direttamente in Giappone. Nel 1935/35 si allena così presso il Kodokan di Jigoro Kano (1860-1938), incontrando il maestro diverse volte e descrivendolo come un anziano affascinante gentiluomo di modi europei.
Al Kodokan la judoka partecipa alle lezioni del gruppo maschile. Questo perchè, per le donne il judo è inteso in maniera diversa, più come un metodo di educazione e di preparazione al matrimonio, che come un’attività marziale fine a se stessa.
Il 27 febbraio 1935 la Mayer ottiene la cintura nera, la prima data dal Kodokan ad una donna occidentale. Di questo periodo esiste anche un epistolario con Koizumi sensei, recentemente pubblicato.

 

Sarah Mayer insieme alla madre di Ichiro Hatta.

Nello stesso anno1935 torna a Londra, portando con se il judoka Ichiro Hatta (1906-1983), segretario di Kano sensei, suo buon amico. Dopo un nuovo periodo presso il Budokwai, apre finalmente un suo dojo (presso la propria abitazione) e riprende la sua attività di giornalista.
Muore nel 1961 a Londra, dopo una prolifica carriera e due matrimoni, il primo con il figlio del sindaco di Londra e il secondo con un ricco industriale.

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