La fotografia post mortem

La fotografia post mortem in epoca vittoriana

 

Uno dei più potenti mezzi di comunicazione odierni è senza dubbio la fotografia. Sin dalla sua invenzione, ha rappresentato un importante modo per conservare la propria immagine e quella dei propri cari e, a seconda dell’epoca essa ha avuto diversi sviluppi.
Oggi la fotografia digitale ha completamente rivoluzionato il modo di vedere l’immagine, scattiamo foto quasi quotidianamente, anche solo per condividere un oggetto curioso o una posa divertente del nostro gatto. Nel XIX secolo, invece, avere un’immagine fotografica era quasi un privilegio, poichè farsi fotografare aveva un costo molto alto. Con il cambiare dei procedimenti però, il processo fotografico diventa più economico e per le classi meno abbienti diviene una possibilità per avere una propria immagine, al posto dei costosi dipinti.mort1
In epoca vittoriana la fotografia diviene un mezzo sempre più utilizzato, anche in maniere che oggi potremmo trovare macabre ma che, acquistano un senso se viste nel proprio contesto, come nel caso della fotografia post mortem, diffusa dalla seconda metà del 1800 in Europa e negli Stati Uniti d’America.
In un’epoca in cui la mortalità, sopratutto se infantile, aveva picchi altissimi, spesso non c’era altro modo di conservare un’immagine dei cari defunti, se non ritraendoli dopo la morte stessa. Un modo per mantenerne la memoria e vederli come se essi fossero ancora in vita.
I bambini erano fotografati in braccio alla madre o con i fratelli, spesso circondati da propri giochi preferiti. Per mantenere la parvenza vitale, i cadaveri erano truccati con cura, con gli occhi dipinti sulle palpebre chiuse. mort3
Allo stesso modo, anche gli adulti venivano preparati e vestiti come nella quotidianità. Una diceria sostiene che un metodo molto usato per ritrarli in piedi, fosse di usare uno speciale supporto che li sorreggeva da dietro. In realtà esso serviva ai fotografi per  aiutare soggetti perfettamente vivi e vegeti a rimanere fermi durante i lunghi tempi di posa. Per accorgersi della cosa, basta osservare attentamente le immagini comunemente credute fotografie post mortem e nella quale supposti defunti posseggono quella naturalezza delle pose che il rigor mortis non permetterebbe.
Con il passare degli anni, una volta che l’immagine fotografica diviene sempre più comune, l’usanza viene abbandonata, ma non è raro trovare ancora nei primi anni del XX secolo qualche esempio.
mort2La saggistica sull’argomento in italiano è poco nutrita ma, esistono comunque diversi testi in lingua inglese e The Thanatos Archive,  fornito archivio online interamente dedicato ad un fenomeno che oggi può sembrare morboso ma che ha comunque il suo (macabro) fascino.

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