Derry Girls – L’Adolescenza al tempo dei Troubles

Come ci insegnano in letteratura, alla tragedia spesso equivale la commedia. Ironia e dramma vivono insieme e, spesso costituiscono il binomio vincente per raccontare una storia. Così è stata interessante la scelta dell’autrice televisiva Lisa McGee di raccontare la vita quotidiana durante i Troubles. Da questa idee nasce la sitcom Derry Girls.

 

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La serie

Ambientata a Derry nel 1994, la serie è in sei puntate. Narra le vicissitudini di cinque adolescenti della piccola borghesia cattolica. La protagonista è Erin, sedici anni e ambizioni da scrittrice. C’è la sua migliore amica Claire, versata nel sociale anche se con risultati catastrofici. Segue Orla, ingenua cugina di Erin e la sboccata Michelle, in cerca costante di qualcuno cui donare la propria verginità. Sia un presunto ragazzo ucraino o un militante dell’Ira in fuga, questo poco importa. Completa il tutto James, la cui storia viene riassunta da Michelle come “mia zia è andata a Londra per un aborto. Non l’ha mai fatto e ora qui c’è James”. Il ragazzo ha accento e modi di fare tipicamente inglesi. Questo lo espone a situazioni potenzialmente pericolose, in una società bipartita, dove vige il “noi o loro” tra cattolici e protestanti. Jamese viene iscritto alla scuola femminile cattolica con la cugina Michelle e, se questo lo salva da sicuri pestaggi da parte dei ragazzi dell’istituto maschile, non lo mette al sicuro da problemi imbarazzanti.
Insieme al gruppo dei ragazzi, agiscono le famiglie, sopratutto quella di Erin e Orla. Il patriarca è nonno Joe (interpretato da Ian McElhinney, Sir Barristan Selmy in Game of Thrones), ruvido e profondamente cattolico.  Si aggiungono Mary e Gerry (genitori di Erin) e zia Sarah, svampita madre di Orla. Una famiglia allargata, come è spesso consetudine nell’Irlanda del Nord.
Sullo sfondo, una Dery che vive i Troubles inserendoli nella quotidianità. Cosa accade, ad esempio, se una bomba fa crollare un ponte? Si arriva tardi al lavoro o, addirittura, potrebbe essere occasione per un giorno di vacanza da scuola.  E cosa succede se arriva il 12 luglio e la parata degli Orangisti rende scottante l’aria cittadina? Si va in vacanza un paio di giorni, anche se la situazione viene complicata da un volontario dell’Ira nascosto nel portabagagli.
Sono situazioni che vengono vissute nel profondo, proprio perchè integrate nella vita di tutti i giorni.
Il merito di Lisa McGee è quello di aver creato una serie che attraverso la sana risata,  getta una luce diversa sui Troubles. E’ importante, infatti, anche il punto di vista di coloro che, in un certo senso, li hanno subiti.
L’esperienza della McGee è anche autobiografica, per aver vissuto proprio questo periodo così difficile a Derry.

Le puntate sono sei, ognuna della durata di 20 minuti. L’ottimo riscontro in patria ha fatto confermare la lavorazione di una seconda serie.
Di seguito una breve sinossi degli episodi.
1) E’ il primo giorno di scuola per Erin e le sue amiche e si aggiunge l’ignaro inglese James. Complicazioni della giornata: un ponte bombardato e una suora ultranovantenne morta in modo misterioso.
2) Una gita a Parigi, un lavoro part-time  e le abitudini alimentari degli abitanti di Derry.
3) Esami, un cane che sparisce e uno scorcio dell’ambiente cattolico.
4) Un gruppo di adolescenti ucraini è in vacanza a Derry.
5) La famiglia di Erin vuole trascorrere fuori città il 12 luglio. Si scopre cosa accade se ci si perde proprio in mezzo alle prove della parata orangista, mentre un misterioso passeggero si nasconde in auto.
6) Una delle ragazze nasconde un segreto e il finale della serie si chiude con una terribile tragedia.

La serie non arriverà mai in Italia, ma è facilmente reperibile su “canali alternativi” e, se si è interessati a conoscere un altro aspetto dei Troubles, è senz’altro consigliata.

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