Carlotta di Sassonia-Coburgo, imperatrice del Messico

Chiunque visiti Trieste non può fare a meno di visitare il bel castello di Miramare. Costruito sul promontorio che si affaccia sul mare, è circondato da un’aura romantica. Suo artefice, nel lontano 1856, è l’arciduca Massimiliano d’Austria (1832-1867), fratello dell’imperatore Francesco Giuseppe (1830-1916). L’arciduca è all’epoca un giovane di soli ventitre anni, che si trova a Trieste come ufficiale della marina militare.

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Massimiliano è profondamente diverso dal fratello. Ama la natura, la botanica, il mare e la poesia. Costruisce Miramare come residenza personale, creandola a sua immagine e somiglianza. Ha un’idea romantica della vita e, non ha mai dimenticato la promessa sposa morta solo tre anni prima. Nel 1852 Massimiliano si fidanza, infatti, con la giovane Maria Amelia di Braganza (1831-1853), una delicata creatura poco più che ventenne, che muore l’anno dopo di tubercolosi.
Nel 1856 l’arciduca viene convinto a trovare una nuova sposa, atto dovuto di un principe giovane e sano e che, ancora in quegli anni è l’erede al trono d’Austria. La prescelta deve essere di adeguata stirpe, cattolica e con una dote adeguata. Non sono molte le candidate in Europa e nessuna sembra essere al pari della stupenda (ma defunta) Maria Amalia.
La scelta cade alla fine sulla casa dei Sassonia-Coburgo. Considerati arrivisti e presuntuosi dalla maggior parte dei reali europei, i Sassonia-Coburgo sono però imparentati con la regina d’Inghilterra. Il furbo re Leopoldo I (1790-1865) ha saputo giostrare con attenzione le proprie abilità e, schierandosi prima con Napoleone (1769-1821)  e poi con la Russia, ha ottenuto e conservato il trono. Delle sue due mogli, la prima è Carlotta di Hannover (1796-1817) e la seconda Luisa d’Orleans (1812-1850), figlia del re di Francia.
Da questo matrimonio sono nati tre figli, dei quali l’unica femmina è la principessa Carlotta (1840-1927). Sulla principessa dagli occhi neri si ferma la scelta di Massimiliano. La corte di Vienna approva. La giovane Coburgo ha un albero genealogico impeccabile, è estremamente colta, ricchissima e per di più scalpita per diventare una figura pubblica. Tutto l’esatto opposto della cognata Elisabetta (Sissi) (1837-1898), poco apprezzata dalla suocera e dal suo entourage. Per sottolineare ancora di più le differenze, Carlotta viene pubblicamente eletta “bellezza della corte” e si sussurra che sarebbe stato più vantaggioso avere lei come imperatrice.

Arciduchessa d’Austria

Il matrimonio ha luogo il 27 luglio 1857 a Laeken (Belgio) e, già sorgono i primi problemi. Massimiliano ricopre adesso il ruolo di vicerè del Lombardo-Veneto, senza avere in realtà effettivi poteri. Carlotta ha solo diciassette anni ma ha già le idee chiare. Il suo Max dovrà brillare, anche in un ruolo solo rappresentativo. La giovane arciduchessa fa tutto quello che può per accattivarsi le simpatie dei cittadini. Si fa ritrarre in costume lombardo, conversa solo in un fluente italiano e convince Massimiliano a promettere amnistie e concessioni varie.
Vienna non approva, mentre le guerre d’indipendenza italiane tolgono all’Austria i domini lombardi.
A Massimiliano e Carlotta non resta altro che ritirarsi a Miramare. L’arciduca si rassegna e torna ai suoi studi di botanica. Carlotta soffre, vedendo ogni sua speranza svanire. Se a Milano era viceregina, ora non è niente altro che un’arciduchessa qualsiasi. Elisabetta ha finalmente dato alla luce il sospirato erede e per Max non c’è neanche la consolazione di essere erede al trono.
I molti ritratti di Carlotta mostrano una donna dal volto contratto, arrogante, conscia della propria posizione ma con una piega amara della bocca. Essere considerata la bellezza della corte può essere un vanto, ma la prima signora dell’impero rimane sempre l’odiata Elisabetta. Per ironia, è proprio con la cognata che Max ha più legami, avendo in comune la passione per i viaggi, per la natura e la poesia.
A Carlotta non rimane che aspettare che accada qualcosa che renda la sua vita degna di essere vissuta.
Nel frattempo la politica europea è scossa ancora da numerosi fermenti. A Max viene offerto il trono di Grecia, che egli rifiuta, non considerandolo all’altezza del suo rango, consigliato dalla sin troppo sollecita Carlotta.
In quegli anni, in Francia, potenza che dopo turbolenti anni si è assestata ed è diventata impero, regna Napoleone III (1808-1873). L’imperatore parvenu, sembra essere molto interessato a Massimiliano. Carlotta approva, nonostante proprio Napoleone III sia l’uomo che ha cacciato suo nonno Luigi Filippo (1773-1850) dal trono. Tra la frustrata arciduchessa e l’imperatrice Eugenia di Francia (1826-1920), nasce una solida amicizia.
La Francia ha numerosi interessi in Messico, paese che Massimiliano ha sempre trovato affascinante (tanto da visitare il Sud America nel 1861). Nel 1859 e poi nel 1861 a Massimiliano viene fatta un’offerta: diventare imperatore del Messico.
Il giovane tentenna ma, spinto dalle lusinghe di Napoleone III e da Carlotta, accetta.

Carlotta e Massimiliano partono per il Messico

Imperatrice del Messico
Il dieci aprile 1864 Carlotta diviene ufficialmente imperatrice del Messico. La sua fame di potere sembra finalmente essersi saziata ma la realtà è ben diversa. Quando la coppia arriva in Messico si trova davanti un paese povero, arretrato e che non ha nessuna intenzione di lasciarsi governare da un sovrano straniero.

Carlotta imperatrice

La neo-imperatrice non demorde e, come nel Lombardo-Veneto, cerca di rendersi popolare. Apre scuole, visita città, finanzia orfanotrofi. Tutto pur di riuscire nel proprio intento, mentre già il trono appare sempre meno saldo e la sua vita privata peggiora ogni giorno che passa.
La coppia non riesce ad avere figli  e Massimiliano adotta Augustin e Salvador Iturbide, eredi di un precedente sovrano.
La società messicana è molto rozza e a poco serve cercare di importare le regole del cerimoniale di corte. Il clima è pesante e i begli abiti di Carlotta sono inutili col caldo clima del Messico.
Già nel luglio 1866 la situazione precipita. La rivoluzione è in atto e Carlotta parte per l’Europa, per perorare la causa del marito.
Massimiliano è rimasto a Queretaro a combattere insieme ai suoi ultimi fedelissimi seguaci Miguel Miramon (1832-1867) e Tomàs Meja (1820-1867).
L’imperatrice è accompagnata dalla dama di compagnia madame Miramon. Si reca prima a Parigi, dove Napoleone III dichiara che non può fare nulla per aiutare Massimiliano.
Stanca e in un grave stato di depressione, Carlotta parte allora per Roma, sperando che il papa possa fare qualcosa. Pio IX (1792-1878) non può fare altro che consigliare preghiera e niente altro. Per la giovane è il colpo finale. Manda un telegramma finale al marito (“Todo es inutil”) e spera in un miracolo.
Con la mente già provata, ella manifesta gli inizi di uno squilibrio mentale che, in pochi giorni diviene follia.  Carlotta si rifiuta di lasciare il Vaticano, convinta che la vogliano avvelenare. Arriva a pretendere di dormire nella Santa Sede e che i pasti vengano preparati alla sua presenza. Solo il fratello Leopoldo riesce a convincerla a mangiare e a viaggiare verso Miramare. In territorio austriaco viene presa in consegna da messi di Francesco Giuseppe e tenuta in isolamento, senza che nessuno della famiglia o dei (pochi) amici rimasti, possa vederla. Una teoria sostiene che il tracollo nervoso sia dovuto ad una gravidanza clandestina, che potrebbe spiegare il trattamento spietato degli Asburgo.
A soli ventisei anni Carlotta ha così perso il regno, il senno e, l’anno dopo anche Massimiliano, che verrà fucilato il diciannove giugno 1867.

L’esecuzione dell’imperatore Massimiliano (Eduard Manet – 1868)

Carlotta esce dalla prigionia quando la cognata Maria Enrichetta (nata arciduchessa d’Austria-Ungheria) convince Francesco Giuseppe a permetterle di tornare in Belgio.  Morirà nel 1927, dopo aver vissuto nel castello di Bouchut, accudita dalla famiglia. Carlotta non venne mai a conoscenza della morte del marito, vivendo sino all’ultimo in un limbo di ricordi risalenti a prima della sciagurata avventura del Messico.

Letture consigliate:
Joan Haslip, Massimiliano e Carlotta, Longanesi, Milano, 1982.
Michele di Grecia , L’imperatrice degli addii, Mondadori, Milano, 2000.

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