25 marzo 1965 – La marcia su Selma e l’omicidio di Viola Liuzzo

E’ il venticinque marzo 1965 e per gli Stati Uniti d’America è un giorno storico. Si è appena conclusa la terza marcia da Selma a Montgomery, organizzata da Martin Luther King jr. Il presidente Lyndon Johnson ha finalmente approvato la legge che consente ai cittadini di colore il diritto di voto, dopo un percorso che inizia già nel 1963 e con la collaborazione di diverse associazioni per i diritti civili. Martin Luther King jr ne è l’anima e il 1965 è l’anno decisivo.
La lotta inizia nella cittadina di Selma, in Alabama. I cittadini di colore hanno diritto al voto solo dopo aver sostenuto un esame che, inutile dirlo, è quasi impossibile da superare. Quei pochissimi che riescono nell’intento vengono dissuasi dalla popolazione bianca con metodi poco ortodossi. selma
Per protesta Martin Luther King jr. organizza per il sette marzo una prima marcia di protesta, che da Selma dovrebbe giungere a Montgomery. La manifestazione passa alla storia come Bloody Sunday, con i manifestanti fermati dalla polizia a suon di manganelli e gas lacrimogeni sul ponte Edward Pettus.
Il reverendo King non si lascia intimidire e chiede a chiunque possa, di intervenire. Arrivano religiosi di ogni congregazione e credo, comprese suore cattoliche e due rabbini. Molti sono anche i semplici attivisti bianchi che credono fermamente nella causa del dottor King.
La seconda marcia con stesso percorso inizia il nove marzo ma si ferma e i manifestanti tornano indietro, dopo una breve preghiera sul ponte. Dopo la marcia, tre partecipanti vengono picchiati perchè bianchi da membri del Ku Klux Klan. Il reverendo James Reeb è il più grave e muore pochi giorni dopo.marciasuselma
Il venticinque marzo è il giorno del trionfo e la terza marcia vede più di venticinquemila partecipanti. E’ un trionfo ma, l’odio razziale vuole comunque le sue vittime. volaliuzzo Tra gli attivisti bianchi che si prodigano in attività di supporto c’è Viola Gregg Liuzzo (1925-1965), madre di cinque figli che è intervenuta alla marcia e adesso si occupa di accompagnare i manifestanti con la sua automobile. Il Ku Klux Klan odia i neri ma ancora di più i bianchi che si permettono di aiutarli. Basta questo per rischiare la vita e, mentre Viola Liuzzo è in macchina insieme a Leroy Moton, un giovane di colore, un gruppo di membri del KKK la segue e spara tre colpi di pistola mentre è ferma a un semaforo. La donna muore sul colpo, mentre il giovane Moton si salva e riesce a chiedere aiuto.
Il funerale di Viola Liuzzo ha luogo il trenta marzo e vi partecipano numerose personalità, incluso Martin Luther King jr. I suoi assassini sono subito catturati ma, nel frattempo, inizia una campagna denigratoria contro la donna, accusata di far parte del partito comunista, di utilizzare droghe e di intrattenersi con uomini di colore, abbandonando i propri figli a casa. Inutile dire che nessuna di queste accuse si rivelerà fondata e il nome di Viola Liuzzo è stato inserito tra i quarantuno del Memoriale per i diritti civili a Montgomery (Alabama), a ricordare che la lotta per la giustizia non conosce barriere razziali.

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