L’otto marzo e quell’incendio mai avvenuto

 

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Feste delle donne…come iniziare un post dedicato ad un argomento che, negli ultimi anni si è fatto sempre più scottante, tra diritti, femminicidio e altre amenità su cui preferisco non dilungarmi più del necessario perchè non è questa la sede più adatta. Tuttavia, poichè come secondo lavoro mi occupo di difesa personale, ho una mia prospettiva personale sulla feste delle donne.
Consuetudine vuole che l’otto marzo ricordi la morte di un gruppo di giovani operaie perite nell’incendio di una fabbrica tessile a New York. La notizia circola completa di dati: il crudele proprietario Johnson, la ditta Cotton che produce camicie, le donne condannate a una fine orribile.

Per fare un po’ di chiarezza, negli Stati Uniti si sono verificati in effetti incidenti mortali nelle fabbriche, primo tra tutti quello della Triangle Waist Factory, avvenuto il 25 marzo 1911 e nel quale persero la vita 146 persone. Nulla a che vedere però col fantomatico incendio dell’otto marzo 1908 di cui si può leggere un po’ ovunque, tranne che in sedi serie.
La notizia si è diffusa attraverso il passaparola (la ricordo quando andavo alle scuole medie negli anni 90) e poi si è ulteriormente consolidata grazie all’uso dei social. E, come ormai accade, se lo dice Internet allora deve essere vero.
Fonti alla mano e ricerche su testi  non danno alcun risultato di un avvenimento che, appunto, si appiglia a memoria di ben altri (drammatici) fatti.

Quello che pochi sanno è che il Giorno Internazionale della donna ha alle spalle una lunga tradizione di lotte e marce per i diritti femminili. La traduzione è che nessuno si è svegliato una mattina dicendo “orsù, commemoriamo le operaie morte nell’incendio”.
Una marcia per  i diritti delle donne sul lavoro si era già avuta l’otto marzo 1857 ed era stata poi ripetuta nel 1908, con conseguente carica della polizia, intervenuta per sedare eventuali disordini, contro un gruppo di lavoratrici che voleva solo commemorare le sorelle di cinquant’anni prima e combattere per i propri diritti, con lo slogan “pane e rose”.clara zetkin In loro onore la socialista Clara Zetkin propone l’otto marzo come Giornata Internazionale della donna, che poi si evolve nei decenni sino ad assumere le forme attuali, con l’istituzione ufficiale da parte delle Nazioni Unite nel 1975.

Per un’interessante prospettiva consiglio il bell’articolo di Rita Charbonnier: 8 marzo, la bufala dell’incendio in fabbrica

Fonti:
https://www.uic.edu
Kathryn Cullen Du Pont, Encyclopedia of Women’s history in America.

 

 

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